Almeno tu nell’universo.

by Reo Aromi

Ricordo come fosse ieri una serata di aperitivo tra amici. Eravamo in una delle enoteche più antiche della città (e pare anche d’Italia) e, come spesso accade dopo qualche bicchiere, le discussioni si accesero attorno ad argomenti banali. Colpa del vino, soprattutto.

Ma ad un certo punto, per interrompere quella conversazione inutile, uno di noi iniziò a parlare di galassie. Già: secondo le osservazioni di telescopi come Hubble, iniziò a dire, l’Universo osservabile conterrebbe un numero incredibilmente vasto di galassie, stimato intorno ai 2.000 miliardi.

In quell’istante la mente mi riportò a un viaggio notturno in autostrada di ritorno dal lavoro. Un cielo limpido, trapunto di stelle, e sotto di esso le file di automobili in autostrada, sfreccianti, nervose, ignare di quei mondi lontanissimi.

Pensai a quanto fosse affascinante sapere che quei punti luminosi sono in realtà immensamente distanti. E che, talvolta, non si tratta nemmeno di stelle vive, ma di echi: luci partite milioni di anni fa da corpi ormai spenti, eppure ancora visibili ai nostri occhi.

Tornato a casa, ripensai alla bellezza di quella connessione (alcohol based) tra comportamento umano, numeri immensi e galassie. Mi dissi che dovremmo concederci più spesso simili momenti di contemplazione: piccole pause capaci di alleggerire l’attesa in una coda, di dissolvere l’irritazione in fila alle poste o di allontanare pensieri inutili.

Perché la bellezza non si manifesta soltanto nelle vastità cosmiche, ma anche nelle minuscole, quasi invisibili meraviglie quotidiane. È negli sguardi distratti di chi ci passa accanto, in una foglia che resiste al vento, nel silenzio improvviso che cala in una stanza affollata, o nel profumo familiare di un caffè al mattino. Frammenti che spesso ignoriamo, ma che ci ricordano come esista un’armonia più grande della nostra frenesia.

Questa bellezza è una medicina che nessun medico prescrive, eppure essenziale: nutrimento per l’io interiore, energia silenziosa che rinforza i muscoli mentali e ci permette di affrontare il peso dei giorni. È una riserva nascosta, pronta a emergere se impariamo a coltivarla come fosse un giardino segreto.

Concedersi di abitare questi pensieri, o imparare a richiamarli quando più ci servono, diventa un atto rivoluzionario. Un balsamo contro stress e ansie, un promemoria di bellezza che ci accompagna nelle giornate interminabili, nelle scadenze che incombono, nei momenti di inquietudine che nessuno vede. In fondo, allenare lo sguardo alla bellezza non è un lusso, ma una forma di sopravvivenza emotiva.

E sono certo che qualche università del Michigan ci avrà già dedicato uno studio, con dati e grafici a confermarne l’efficacia. 

Io, però, preferisco pensare che questa sia una verità intuitiva, accessibile a chiunque sappia fermarsi ad ascoltarla.

Ma prometto che però indagherò per uno dei prossimi redazionali. Anche se forse la ricerca più importante resta quella personale: imparare a scorgere, ogni giorno, quel pezzo di te nell’universo.

Author: Reo Aromi