La bellezza è una strana creatura: si fa vedere quando vuole e sparisce quando meno te lo aspetti. Soprattutto quando sei donna e ti ritrovi nel territorio inesplorato della peri e della menopausa, quella terra di mezzo dove non sei più la ventenne che fa girare la testa al barista ma nemmeno la nonna che seduce il nipotino con la torta di mele.
Sei lì, sospesa, invisibile, come un vecchio smartphone che funziona ancora ma non fa più foto in HD.
La società ti guarda e ti archivia, come se avessi una data di scadenza stampata sul retro della carta d’identità, e tu ti ritrovi a pensare che forse il problema non sono le rughe ma gli occhi di chi non sa più vederle. Perché la verità è che proprio lì, in quel limbo, si nasconde una bellezza più profonda, quella dell’animo, della maturità, della capacità di amare senza ansia da prestazione, di dare stabilità e ironia, di sapere che la vita non è un casting per il ruolo di “eterna ragazza”.






