La bellezza invisibile: manuale di sopravvivenza per donne non più ventenni.

by Paola Farina

La bellezza è come il Wi-Fi: quando sei giovane la trovi ovunque, funziona sempre e ti connetti senza password. Poi arriva la peri e la menopausa e improvvisamente il segnale sparisce, diventi invisibile, come se la società avesse deciso che non vali più la pena di essere vista.

La bellezza è una strana creatura: si fa vedere quando vuole e sparisce quando meno te lo aspetti. Soprattutto quando sei donna e ti ritrovi nel territorio inesplorato della peri e della menopausa, quella terra di mezzo dove non sei più la ventenne che fa girare la testa al barista ma nemmeno la nonna che seduce il nipotino con la torta di mele.

Sei lì, sospesa, invisibile, come un vecchio smartphone che funziona ancora ma non fa più foto in HD.

La società ti guarda e ti archivia, come se avessi una data di scadenza stampata sul retro della carta d’identità, e tu ti ritrovi a pensare che forse il problema non sono le rughe ma gli occhi di chi non sa più vederle. Perché la verità è che proprio lì, in quel limbo, si nasconde una bellezza più profonda, quella dell’animo, della maturità, della capacità di amare senza ansia da prestazione, di dare stabilità e ironia, di sapere che la vita non è un casting per il ruolo di “eterna ragazza”.

 

Viviamo in un mondo dove la pelle liscia conta più dell’esperienza e la cellulite è un reato penale, dove la giovinezza è un capitale e la maturità un debito da nascondere. Michelle Hunziker e Lorella Cuccarini sono esempi di donne che, pur avendo superato la soglia dei “anta”, continuano a essere protagoniste, dimostrando che l’età anagrafica non coincide con quella mentale. Ma non tutte hanno un palco televisivo e molte si ritrovano a combattere con la sensazione di non avere più diritto al desiderio, come se la passione e l’amore fossero un privilegio riservato alle ventenni. E allora capita che a questa fase della vita si sommi un divorzio difficile, che il desiderio di rifiorire ci sia ma la paura del giudizio e del rifiuto blocchi, che si voglia indossare un vestito nuovo e si tema che qualcuno dica “non è adatto alla tua età”, che la voglia di rimettersi in gioco non scada mai ma la società ti faccia credere che tu sia un prodotto fuori catalogo.

La bellezza vera non è quella che si mostra subito, ma quella che si sfoglia piano, come un libro che non ha bisogno di copertina patinata. E la fragilità, se accolta, diventa forza, e la maturità è un lusso che solo chi ha vissuto può permettersi.

Forse la società dovrebbe smettere di guardare le rughe come crepe e iniziare a vederle come tatuaggi dell’esperienza, perché se è vero che la giovinezza è un capitale, la maturità è un investimento, e, spoiler, rende molto di più. Il problema è che nessuno vuole leggere il bilancio, tutti preferiscono il trailer patinato, e così le donne si ritrovano a recitare la parte delle comparse invisibili, quando invece avrebbero ancora il talento per essere protagoniste.

La bellezza nascosta è quella che non si fotografa bene, che non si filtra su Instagram, che non si misura in centimetri di girovita ma in chilometri di vita vissuta. Quella che si rivela un po’ alla volta, con grazia, con ironia, con la consapevolezza che l’età mentale non ha nulla a che vedere con quella anagrafica.

E allora forse bisognerebbe smettere di chiedere alle donne di essere sempre giovani e iniziare a chiederci se siamo noi, come società, a essere diventati vecchi dentro, incapaci di vedere oltre la superficie, prigionieri di un’idea di bellezza che è più rigida di un regolamento condominiale.

Perché la verità è che la bellezza non scade, cambia forma, cambia ritmo, cambia linguaggio, e se non la sappiamo leggere è un problema nostro, non suo. E se proprio vogliamo dirla tutta, la bellezza che nasce dopo una vita che ti ha fatto a pezzi e ti ha rimesso insieme è la più interessante di tutte, perché non ha bisogno di conferme, non ha bisogno di filtri, non ha bisogno di like. Ha solo bisogno di qualcuno che abbia il coraggio di guardarla davvero.

Author: Paola Farina