Gloria Fregonese: l’autenticità che diventa ritmo.

di Reo Aromi

Gloria Fregonese appartiene a quella categoria rara di persone che trasformano il gesto in linguaggio. Cresciuta in Veneto, tra danza, musica e ginnastica artistica, impara presto che il corpo può essere un mezzo di espressione tanto potente quanto la parola.

A sedici anni entra nel mondo della moda come fotomodella: campagne, shooting, passerelle, collaborazioni con brand che ne riconoscono subito la grazia naturale e la capacità di raccontare un’emozione senza forzarla.

Ma per Gloria l’immagine non è mai stata abbastanza. A un certo punto la musica, una presenza costante fin dall’infanzia, smette di fare da sottofondo e diventa scena. Nasce così la DJ Gloria Fregonese, una figura che porta in consolle la stessa sensibilità maturata davanti all’obiettivo. Attenzione ai dettagli, ascolto profondo, capacità di modulare atmosfere. I suoi set mescolano wave, electro, suggestioni dub e linee melodiche intime, costruendo un percorso emotivo più che un semplice repertorio

Il suo talento la porta dentro LADY-J, il talent dedicato alle DJ donne del futuro, dove lavora con Tommy Vee e si esibisce in festival, club e contesti prestigiosi, fino ad arrivare a condividere la console con artisti di livello internazionale. La sua presenza, sul palco come negli scatti, ha qualcosa di magnetico: una combinazione di delicatezza e forza che permette allo spettatore (o all’ascoltatore) di sentirsi dentro una storia.

Oggi Gloria vive in equilibrio tra immagine e suono. È fotomodella, DJ, performer: una figura contemporanea che non sceglie tra le sue identità, ma le lascia dialogare. Nel suo lavoro c’è un filo comune: il bisogno di autenticità, di presenza, di verità estetica.

Nell’intervista per 7030 Beauty Factor cercheremo di esplorare quella zona intermedia, spesso invisibile, in cui nascono la sua energia creativa e la sua idea di bellezza. Una bellezza viva, in movimento, che passa dal corpo al ritmo e ritorna.

Che cosa significa per te la parola “bellezza”? È un concetto che ognuno vive in modo diverso; tu come lo definiresti, nella tua vita e nel tuo percorso professionale?

«Per me la bellezza è carattere, è sicurezza in sé stessi, è serenità. La bellezza è un concetto che parte da dentro, è molto di più di ciò che si vede all’esterno.
Se sei bello/a ma sei triste, si nota.
Io con la “bellezza esteriore” ci ho costruito un business, con quella interiore sono diventata Gloria Fregonese, per tutti quella figura che risulta essere molto più “crazy” che solo “bella”.»

Noi abbiamo provato a rappresentare il concetto di bellezza con una formula: 70% interiore e 30% esteriore. In un mondo in cui l’immagine sembra avere un peso enorme, come ti risuona questa proporzione? Qual è la tua personale visione dell’equilibrio tra dentro e fuori?

«Come dicevo la bellezza è un concetto che parte da dentro, e se dentro non c’è nulla, fuori sei trasparente.»

Secondo te la bellezza è qualcosa di soggettivo o può avere anche aspetti oggettivi, riconoscibili da tutti? Quali sono i piccoli dettagli che, secondo te, rendono qualcuno bello o bella?

«Chiaramente credo che la bellezza quantomeno esteriore, abbia delle caratteristiche che devono essere oggettive, almeno nel mondo della moda. Personalmente a me piacciono le persone “belle” quando sono uniche, quando posso associare un determinato aggettivo solo a quella stessa persona e quindi qui sicuramente la bellezza, intesa in tutte le sue forme, diventa soggettiva.»

Quanto e in che modo il tuo aspetto e la tua personalità hanno influenzato la tua carriera e il modo in cui il pubblico ti percepisce? Ti sei mai sentita imprigionata o, al contrario, valorizzata dall’immagine esteriore?

«Ho iniziato a posare come modella all’età di 16 anni, quindi il concetto di bellezza, in qualche modo, è stato un percorso importante nella mia vita, e non nego che lo sia ancora oggi. Mi ha aiutata molto all’inizio a identificarmi nel mondo della moda, ma mi ha penalizzata quando ho iniziato a suonare a livello professionale come DJ. Ci sono voluti degli anni perché il mondo della musica comprendesse che non ero solo bella.
Non so se sia stata davvero una penalità: io ho sempre saputo chi sono e ciò che voglio essere, e la verità si manifesta sempre, in ogni aspetto, anche (e soprattutto) in quello professionale.
Quindi eccomi qui: “bella e brava!” Ahahaha.»

Pensi che oggi le persone siano più interessate all’apparenza o alla cura della propria interiorità? Come ti prendi cura di questi due lati di te?

«Oggi il mondo è totalmente focalizzato sull’apparire piuttosto che sull’essere. I social network ci stanno rovinando la vita e ci stanno portando a diventare sordi ai sentimenti, alle sensazioni, ai valori veri. Non c’è più umanità, impegno, amore, meritocrazia. Siamo una banda di belle foto messe in fila, vince chi ha più cuoricini rossi sotto un carosello Instagram studiato nei minimi dettagli, ma il nostro cuore, quello vero, dove l’abbiamo dimenticato?
Io sono preoccupatissima per questo, mi rattrista che le persone parlino e chiedendo dei consigli ad un “robot” che si chiama CHAT GPT piuttosto che chiamare la loro mamma, nonna, amica, oppure che ne so: l’avvocato, il medico, il farmacista. Non avrei mai pensato che la serie “Black Mirror” avesse raccontato in anticipo la realtà del mondo moderno.

Io mi prendo cura di me, del mio lato interiore e anche esteriore cercando di restare il più possibile presente e connessa con il mondo reale, cercando il confronto vero con le persone, la dedizione e l’impegno fatto di pianti e fallimenti e non di consigli facili e strade brevi. Vorrei restare Gloria quella vera, in carne e ossa, indipendentemente dell’estetica, quella che sente tutto e lo sente sempre molto forte.
Perché io vivo tutto, non lo posto e basta.»

Se guardi una tua foto da bambina, cosa riconosci ancora oggi in te di quella bellezza originaria? E se potessi, oggi, dirle qualcosa, cosa diresti a quella bambina?

«Quando guardo delle mie foto da bambina vedo l’allegria che nella vita mi contraddistingue anche oggi. Da piccola ridevo e sorridevo molto ed è una peculiarità che ho anche oggi, per fortuna!
Alla Gloria bambina direi di fare sempre esattamente ciò che vuole, nel rispetto di se stessa e degli altri, perché solo Gloria sa ciò che è meglio per lei.»

Hai dei rituali di bellezza o di benessere (interiori o esteriori) che custodisci come piccoli gesti quotidiani di cura verso te stessa?

«Sicuramente al mattino e alla sera non può mai mancare la mia SkinCare per prevenire l’acne. Per quanto riguarda la parte interiore ho capito che avere uno stile di vita che mentalmente regala tranquillità e benessere, perché no, anche riposo, è sicuramente un beneficio anche dal lato estetico oltre che psicologico. Se ti brillano gli occhi, si vede.»

Qual è la forza, il sentimento o l’energia invisibile al pubblico che ti sostiene ogni giorno, anche nei momenti più silenziosi o difficili?

«L’essere caparbia e il credere molto nel mio impegno e nel mio valore. Qualcuno mi dice che sono fin troppo ostinata e cocciuta, io finora ci ho solo tratto dei benefici.»

Chi sei quando nessuno ti guarda e il ruolo che interpreti non funziona più?

«Io sono ciò che mostro, non c’è una maschera o una costruzione di Gloria Fregonese, sono esattamente come mi si vede e funziona perché è tutto reale. L’unica cosa che nascondo sono i brufolini! E anche le occhiaie.»

Ti capita mai di sentire il bisogno dell’approvazione degli altri? E, se sì, pensi che abbia influito sul tuo senso della bellezza, sia su come ti senti dentro che su ciò che mostri fuori?

«Certo che mi è capitato di sentire il bisogno dell’approvazione degli altri, ma più che dal lato estetico ne ho avuto “bisogno” dal lato professionale. Se le persone non credessero in me e, indirettamente, non tifassero per me, io non farei il mio mestiere. Sono profondamente grata alla gente che, pur non conoscendomi, mi ama e mi sostiene.»

Quando le luci si spengono, ti senti dentro come appari agli occhi del pubblico? O esiste una distanza tra l’immagine esteriore e la tua percezione interiore?

«Come dicevo prima io sono esattamente ciò che mostro. L’unica cosa che cambia è lo strato di Make Up! Ahahaha.»

 

C’è stata una ferita o un’esperienza (anche dolorosa) che nel tempo si è trasformata in una delle tue più grandi fonti di forza o consapevolezza?

«Sicuramente! Sono stata fidanzata (mi viene da dire per fin troppo tempo) con qualcuno che mi voleva solo sua, voleva solo Gloria: a casa, in pantofole, struccata, magari pure costantemente a 90°, mentre mi obbligava a imparare a cucinare, lavare o stirare, tutto ovviamente a mie spese e con il mio mantenimento.
Perché io dovevo indossare la gonna lunga, certo, ma anche i pantaloni!
Ho mentito a me stessa e alle persone che amano me e il mio lavoro, pur di piacere a qualcuno a cui, probabilmente, di me non piaceva nulla e che soprattutto non voleva conoscerne la realtà.
Stavo buttando all’aria la mia vita per fragilità emotiva e per ciò che io chiamavo amore. Avevo quasi perso la mia strada e, di certo, la luce che metto in tutto ciò che amo fare.
Poco tempo dopo la nostra separazione mi chiamarono per dirmi che avrei suonato con Bob Sinclar. Lì capii di nuovo che io appartenevo a me stessa, che mi amavo e che amavo il mio lavoro. Fu un segnale: dovevo riprendere in mano la mia vita, da sola. Con gonna o pantalone che sia!»

Alla fine di questa conversazione, c’è un pensiero, una frase, un rituale, un’immagine, una canzone o un oggetto che vorresti lasciare ai lettori di 7030 Beauty Factor come tuo personale messaggio sulla bellezza?

«Se ci credi si avvera… e la canzone “Nulla” di  Saint.»

[…] Non ringrazio nessuno
Vedo chi mi sta accanto
Il resto anche affanculo
E non posso più perdere tempo
Lascio che lo fanno gli altri […]

— Nulla Saint (VNT1 Records) | Producer Skioffi —

Autore: Reo Aromi