Tutta questione di prospettiva. La Bellezza è l’unico “trucco” che non scade mai.

di Reo Aromi

Diciamocelo con brutale onestà: l’idea che allo scoccare della mezzanotte il tasto "reset" dell’universo si attivi per grazia ricevuta è la più grande fake news a cui amiamo credere ogni anno. Sperare che il calendario ci consegni una vita fiammante solo perché abbiamo cambiato l'agenda è un po’ come aspettarsi che un rossetto scarlatto risolva una giornata storta: aiuta il morale, certo, ma se non sorridi resta solo colore sulle labbra.

Il punto non è mai il “nuovo” che arriva da fuori, ma come decidiamo di ingannare la nostra percezione. Ammettiamolo, la vita ha il vizio di presentarci il conto proprio quando pensavamo di aver offerto noi, e le difficoltà non svaniscono con i fuochi d’artificio. Semplicemente, cambiano outfit e si ripresentano sotto altre spoglie.

La scienza, d’altronde, ci suggerisce che non siamo vittime passive del destino, ma registi un po’ distratti che hanno dimenticato di pulire l’obiettivo. 

Esiste un meccanismo nel nostro cervello chiamato Sistema di Attivazione Reticolare (RAS), una sorta di bouncer neurologico molto selettivo che decide chi entra e chi resta fuori dalla nostra consapevolezza. Se passi la giornata a cercare il caos, il tuo RAS ti spalancherà le porte dell’inferno quotidiano, facendoti notare ogni singolo semaforo rosso. Ma se lo addestri a cercare la Bellezza, lui inizierà a scovarla anche tra le crepe del marciapiede o nel riflesso di una pozzanghera dopo un lunedì di pioggia. 

Non è New Age, non è legge dell’attrazione (anche se mi affascina altrettanto) è neuroscienza. Le emozioni positive legate alla visione del bello attivano l’effetto “Broaden-and-Build”. In pratica, vedere il bello allarga letteralmente i nostri orizzonti cognitivi. Ci rende più intelligenti, più creativi e, diciamocelo, decisamente più attraenti. Che a dire il vero potrebbe essere anche ovvio, se pensiamo che vedere gente che si prende a pugni, si tira dietro sedie o s’ammazza, al contrario ci rende brutti e tristarelli.

E allora, facciamoci questo regalo per i mesi a venire: smettiamo di inseguire la perfezione, che è noiosa e piatta come una foto con troppi filtri, e iniziamo a praticare l’estetica della resistenza

La vera sfida non è evitare le salite, ma affrontarle con il mascara che non cola e uno sguardo capace di cogliere l’ironia della situazione. La vita ci regalerà comunque qualche curva pericolosa e qualche ostacolo messo lì apposta per rovinarci la piega, come ogni santo anno. Ma è proprio in quel momento che si gioca la nostra partita migliore. Affrontare il “brutto” con un occhio allenato allo splendore è il trattamento di bellezza più rivoluzionario che si possa fare a costo zero. Una questione di stile. È decidere che se il mondo ti dà limoni, tu non solo ci fai la limonata, ma ci aggiungi un tocco di zenzero, lo servi in un calice di cristallo con tanto ghiaccio e lo sorseggi guardando il tramonto. Anche se quel tramonto lo vedi dal terrazzo del tuo mini.

Quest’anno non promettiamoci di essere “nuovi”, promettiamoci di essere svegli

Di non lasciar passare nemmeno un’ora senza aver scovato un dettaglio che ci faccia dire “WoW, guarda che roba”. Che sia il profumo del caffè che invade la cucina, la luce che taglia la stanza in un modo strano o quella ruga d’espressione che, dopotutto, racconta che abbiamo riso più di quanto abbiamo pianto, la Bellezza è lì, acquattata, che aspetta solo di essere riconosciuta. Non aspettate che i tempi migliorino per sorridere: sorridete per costringere i tempi a migliorare. 

In fondo, la vita è come un servizio fotografico: se la luce è pessima, bisogna solo saper cambiare angolazione. E se proprio non riuscite a trovare il lato positivo, ricordatevi che anche un disastro, se guardato con la giusta dose di cinismo elegante, può diventare un’ottima storia da raccontare a cena davanti a un calice di quello buono.

 

Autore: Reo Aromi