Alex (Denis Lavant) è un clochard, artista di strada, mangiafuoco, ubriacone e borderline. Michèle (Juliette Binoche) è una giovane pittrice borghese che fuggendo da casa si ritrova in bilico: la vista le sta cedendo, la vita la spinge ai margini. Entrambi vivono sul Pont-Neuf, interdetto al passaggio per lavori, insieme al vecchio Hans (Klaus Michael Grüber), dormitori erranti, visionari, innamorati incoscienti di un amore disperato ma pieno. Hanno poche certezze: il vento, la notte, i colori accesi della Senna, le luci che tremano, l’amore che non chiede permesso.
È una storia di bellezza pura e ferita. Bellezza nelle imperfezioni: il volto bendato di Michèle, la pelle sporca di Alex, la notte che inghiotte i contorni ma illumina con la poesia. Bellezza nei contrasti forti: la Parigi festosa del bicentenario, le luci, i fuochi; e dall’altra il vuoto, la solitudine, il degrado. Il regista Carax non vuole mostrare solo l’amore bello, ma l’amore che resiste al brutto.






