Bruce non era un maestro di arti marziali qualunque, ma un poeta del corpo, un filosofo in movimento. La sua bellezza non era levigata, ma viva; non si misurava in centimetri o performance, ma nella capacità di trasformare l’energia in consapevolezza.
Essere “acqua”, per lui, non significava cedere. Significava fluire. Lasciare la vita scorrere attraverso di te, cambiare forma senza perdere la propria essenza. L’acqua non combatte, ma conquista; non si spezza, ma avvolge.
È questa la vera forza interiore: quella che non si impone, ma si adatta, che non si irrigidisce davanti agli ostacoli, ma li attraversa. La bellezza di un’anima forte non è nella sua corazza, ma nella capacità di rimanere in movimento, anche quando tutto intorno si ferma.
Bruce Lee non era solo un atleta: era un cercatore di verità. “Absorb what is useful, discard what is not, add what is uniquely your own.” — Assorbi ciò che ti serve, lascia andare ciò che ti pesa, aggiungi ciò che sei tu —. In questo c’è la quintessenza dell’eleganza: saper scegliere. Togliere, invece che accumulare. Costruire sé stessi come si costruisce una danza: un passo avanti, uno indietro, un gesto che diventa stile.





