Bryce Lim e l’anima morbida della schiuma industriale.

di Mario Innocente

Il confine tra ciò che riconosciamo e ciò che ci inquieta è un margine sottilissimo, uno spazio liminale dove il design smette di essere pura funzione per diventare narrazione. È in questo territorio inesplorato che opera Bryce Lim, designer di mobili e oggetti la cui pratica attraversa con disinvoltura il design domestico e quello collezionabile.

Laureatosi con lode in Industrial Design presso la National University of Singapore e nominato Valedictorian del College of Design and Engineering nel 2025, Bryce Lim ha saputo imporsi all’attenzione internazionale con un approccio che fonde innovazione di prodotto e sensibilità artigianale. La sua filosofia si basa sull’esplorazione del potenziale espressivo dei materiali, trattati senza alcuna fedeltà ai loro ruoli convenzionali ma con un profondo rispetto per la loro origine, permettendo così l’emergere di qualità del tutto inaspettate.

L’occasione per ammirare il suo debutto è stata la recente vetrina del SaloneSatellite durante la Milano Design Week 2026, dove Lim ha presentato la “Squishy Vase Collection”, un progetto che ha ricevuto il sostegno del DesignSingapore Council. Al cuore di questa collezione si trova un materiale solitamente invisibile e bistrattato, la schiuma di poliuretano (PU).
Tradizionalmente legata alla produzione di massa, alla rapidità del consumo e spesso percepita come un peso ambientale, la schiuma PU vive solitamente nascosta sotto i rivestimenti dei mobili, destinata a non essere mai vista
. Bryce Lim sovverte radicalmente questa percezione, elevando il poliuretano a unico mezzo dell’opera artigianale.

 

I vasi che compongono la collezione si presentano come volumi imponenti, simili a monoliti di pietra nera, le cui superfici sono segnate da una pelle minerale che suggerisce solidità e un peso considerevole.
Tuttavia, questa presenza monumentale nasconde un segreto sensoriale: alla pressione, i vasi cedono inaspettatamente, rivelandosi morbidi al tatto e svelando un interno bianco candido che contrasta con l’oscurità esterna
. Il processo creativo dietro questi oggetti è una danza tra tecnologia digitale e reazioni chimiche naturali.

Utilizzando stampi stampati in 3D trattati con una soluzione specifica, Lim distorce la naturale reazione superficiale della schiuma durante l’espansione, creando quella caratteristica texture “minerale” che definisce la serie. Le linee di giuntura degli stampi, lasciate visibili lungo i contorni fluidi dei vasi, fungono da testimonianza del dialogo tra il comportamento spontaneo del materiale e il processo che lo modella.

Un aspetto fondamentale della “Squishy Vase Collection” è l’attenzione alla sostenibilità e al valore intrinseco della materia prima.

La schiuma utilizzata proviene infatti da scarti industriali non conformi agli standard di produzione, materiali tipicamente destinati alla discarica che Lim recupera attraverso una sperimentazione attenta e paziente. In questo modo, il designer non solo riduce l’impatto ambientale, ma sfida il concetto stesso di valore, dimostrando che anche il materiale più umile può trasformarsi in un oggetto di cura e intenzione. Le opere non sono pensate per la produzione industriale su larga scala, ma esistono come corpo curatoriale che resiste ai cicli di domanda e offerta in cui il poliuretano è solitamente intrappolato.

Attraverso i cinque vasi che compongono la collezione, ognuno con la propria disposizione e il proprio carattere, Bryce Lim ci invita a una conversazione sulla presenza e sulla permanenza. Ogni pezzo diventa un personaggio che scuote le nostre certezze su ciò che crediamo di riconoscere, trasformando un oggetto inerte in una presenza vibrante che cattura lo sguardo e confonde i sensi. Nel lavoro di Lim, il design diventa un atto di attenzione profonda, un modo per onorare l’essenza di un materiale offrendogli una nuova dignità attraverso il tempo e la cura artigianale.

 

Bryce Lim porta alla luce l’invisibile, trasformando l’ordinario in straordinario e lo scarto in valore.
È un approccio che sposa perfettamente la nostra filosofia, dove la ricerca dell’equilibrio tra estetica e consapevolezza diventa il fattore determinante per ridefinire i canoni del design contemporaneo.

Autore: Mario Innocente