I segreti del tramonto.

di Reo Aromi

Apriamo un dibattito: c’è qualcosa di più garantito, rassicurante e universalmente splendido del tramonto? Perché ci piace così tanto? Non c’è bisogno di prenotare biglietti, non ci sono file da fare, né recensioni da leggere. Basta guardare.

Se il tramonto fosse una sinfonia, la luce sarebbe il suo direttore d’orchestra, e la nostra atmosfera il teatro dove avviene la magia.

Per capire i colori di fuoco, dobbiamo partire dal bianco, cioè dalla luce del sole. Questa luce, in realtà, è un cocktail di tutti i colori dello spettro visibile dall’occhio umano, dal rosso al violetto.

Quando la luce solare entra nella nostra atmosfera, incontra miliardi di particelle infinitamente piccole: molecole di Azoto (N2) e Ossigeno (O2). 

La chiave di tutto è la Dispersione di Rayleigh, un fenomeno che, in soldoni, spiega come le molecole disperdano le onde luminose.

Il Colore BLU (onde corte).

Queste onde, essendo più corte, sono le più facili da deviare. Per la maggior parte del giorno, il blu viene sparso in tutte le direzioni (da qui il cielo azzurro).

Il Colore ROSSO e ARANCIONE (onde lunghe)

Queste onde sono più tenaci e dritte. Passano attraverso l’atmosfera con maggiore facilità, quasi indisturbate. E qui arriva il “segreto” del tramonto. L’allungo del sole e la tonalità drammatica. 

A mezzogiorno, il sole è alto e la sua luce percorre un tragitto relativamente breve e diretto attraverso l’atmosfera. Arriva molta luce blu, e il cielo è azzurro.

Al tramonto, però, la situazione si capovolge. Il sole è basso sull’orizzonte e la sua luce è costretta a percorrere un tragitto molto più lungo e obliquo attraverso l’atmosfera. Immaginate questo viaggio come una maratona.

Durante questa maratona, quasi tutta la luce blu e verde viene dispersa e filtrata via, scomparendo nel vasto orizzonte.

Solo le lunghezze d’onda più robuste e lunghe, il rosso e l’arancione, riescono a sopravvivere al lungo percorso e a raggiungere i nostri occhi.

Queste onde rosse, dopo aver attraversato chilometri di atmosfera carica di umidità, polveri e, sì, anche un po’ di smog (che agisce come particella di dispersione aggiuntiva!), creano quell’effetto di tela infuocata, trasformando il tramonto in un addio carico di pathos cromatico. Più l’aria è densa di particelle, più lo spettacolo è… drammatico.

 

Quindi tramonto vs. alba: due gemelli diversi?

La domanda è inevitabile: il tramonto e l’alba sono due facce della stessa medaglia? Scientificamente parlando, la risposta è un noiosissimo SÌ. La geometria della luce è identica: in entrambi i casi, la luce solare compie lo stesso, lungo viaggio obliquo e subisce la medesima Dispersione di Rayleigh. 

In teoria, i colori dovrebbero essere uguali.

 

Ma veniamo alla vera differenza, quella che il cuore conosce bene e che nessuna università ha il coraggio di studiare a fondo. La Teoria del Contesto Emozionale.

L’alba è oggettivamente meno bella del tramonto. Non per motivi fisici, ma per motivi, diciamo, psicologici e sociali.

Il tramonto è il finale di stagione. Arriva alla fine di una giornata, quando il nostro sistema nervoso è pronto per il downshifting. Siamo seduti, abbiamo un bicchiere in mano, siamo in compagnia, o in quieta solitudine. Il tramonto è il gran finale di uno spettacolo: è il sipario che si chiude con un’esplosione di applausi (cromatici). Rappresenta il riposo meritato, la chiusura di un ciclo e l’invito a riflettere. 

E se anche ci girano un po’ le scatole, perché di fatto è finita un’altra giornata, il tramonto ci emoziona perché è la degna conclusione di un’attesa. Una specie di premio.

Inoltre il tramonto ci procura una minima sensazione di malinconia mista a gioia, con tutta probabilità causata sempre dal fatto che percepiamo questo fenomeno come un finale. E la cosa da un lato ci rattrista, dall’altro ci emoziona.

L’alba è invece un contro-tempo imbarazzante.

L’alba, poveretta, arriva troppo presto. Ti coglie nel sonno, o ti becca nel mezzo di una corsa frenetica per preparare il caffè e lasciare i bambini a scuola. È la promessa dell’inizio, ma è anche il segnale che il lavoro è alle porte. Non c’è tempo per la contemplazione. E l’effetto bellezza… puff! se ne va!

Molti di noi vedono più spesso un tramonto che un’alba, quindi di sicuro saranno d’accordo sul fatto che è il tramonto a vincere la sfida. Ma, dall’altra parte, un’alba è un’emozione altrettanto forte, specialmente per il fatto che il sole continuerà ad essere presente per tutto il giorno, invece che sparire dietro l’orizzonte.

Conclusione non scientifica: in sostanza, i “segreti” di un tramonto non sono solo Azoto e Ossigeno, ma sono la sua perfetta collocazione nel tempo. Il tramonto è lo spettacolo di bellezza che l’Universo ha disegnato per la fine delle nostre fatiche.

Ma in ogni caso, come la vita che inizia e finisce, alba e tramonto ci affascinano in ugual maniera e ci regalano un momento di vera bellezza.

 

Autore: Reo Aromi