La ex chiesa di Sant’Agnese è una delle più antiche di Padova, di origine medievale, sconsacrata e dimenticata per decenni. La Fondazione Alberto Peruzzo, istituzione non profit nata nel 2015 per volontà dell’omonimo imprenditore e collezionista padovano, ne ha sostenuto il restauro per dieci anni, fino alla riapertura nel marzo del 2023.
Il principio del recupero è stato quello di non cancellare nulla, lasciare che i segni del tempo restassero visibili, invece di coprirli con una nuova pelle perfetta. Durante gli scavi sono riemersi frammenti di affreschi trecenteschi, lastre tombali e, a due metri di profondità, la traccia di una strada romana, oggi parte del percorso permanente nell’ipogeo.
Il lavoro ha ricevuto quest’anno una menzione speciale al Premio IN/ARCHITETTURA Triveneto.
Il risultato è uno spazio su tre livelli che si legge come una stratificazione geologica. Sotto, la memoria archeologica della città. Al piano terra, la navata ospita le mostre temporanee, mentre l’ex sacrestia accoglie una selezione della collezione permanente: oltre centottanta opere che attraversano più di un secolo, da Balla, De Chirico e Picasso a Fontana, Vedova, Schifano, Dubuffet, Haring e Warhol, con un nucleo importante dedicato allo Spazialismo. Sopra, la terrazza affaccia sul campanile quattrocentesco e su un’opera di Jannis Kounellis, scelta proprio per ricucire il passato dell’edificio con il suo presente. È un luogo che non mette in scena il contrasto tra antico e contemporaneo, ma lo lascia respirare, come se le due epoche avessero semplicemente imparato a convivere.





