“La sottile arte di fare quello che c***o ti pare”: come liberarsi da persone irritanti, falsi problemi e rotture, e vivere felici.
Ci sono libri che non cercano di rassicurarti. Ti parlano chiaro, senza fronzoli, e proprio per questo lasciano un segno profondo. La sottile arte di fare quello che c**o ti pare* di Mark Manson appartiene a questa categoria: un manuale anti-manuale che ribalta con eleganza (e un po’ di ironia) l’idea che per vivere bene basti pensare positivo.
Manson parte da una premessa sorprendente: non dobbiamo liberarci dei problemi, ma scegliere quelli che hanno senso per noi. È un invito a selezionare il peso delle cose, a smettere di inseguire aspettative che non ci appartengono, ad ascoltare ciò che davvero merita attenzione. In un mondo che ci spinge a reagire a tutto, il suo messaggio è un gesto di libertà: non tutto deve importarci, e non tutto merita le nostre energie migliori.
Il libro non è un inno al menefreghismo, ma alla chiarezza. Alla capacità di dire sì con convinzione e no senza sensi di colpa. Alla consapevolezza che la vita non richiede perfezione, ma presenza. Manson ci ricorda che crescere significa fare scelte, anche scomode, anche imperfette, e che la serenità nasce proprio da questa onestà: non dal cercare di essere sempre al top, ma dal concedersi di essere umani.
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“Il desiderio di un’esperienza più positiva è esso stesso un’esperienza negativa. E, paradossalmente, l’accettazione della propria esperienza negativa è essa stessa un’esperienza positiva.“
— Mark Manson “La sottile arte di fare quello che c***o ci pare” (Newton Compton Editori, 2017) —
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È proprio nell’accettazione dei momenti difficili che si nasconde la possibilità di una vita più autentica.




