Tutto quello che non sai della National Gallery.

di Michael Abisi

Situata nel cuore pulsante di Londra, a dominare la celebre Trafalgar Square, la National Gallery è molto più di una semplice pinacoteca. È il "salotto buono" della pittura europea, un luogo dove la storia dell’arte si intreccia con intrighi politici, salvataggi eroici e piccoli segreti nascosti tra le pennellate.

Se pensate che la National Gallery sia solo una sequenza di stanze silenziose, preparatevi a cambiare idea.

Un museo nato “dal basso”.

A differenza del Louvre o degli Uffizi, la National Gallery non nasce per mostrare i tesori di una dinastia reale. Nel 1824, il governo britannico acquistò 38 dipinti dalla collezione privata di un banchiere, John Julius Angerstein. Ma la vera rivoluzione fu politica.

Il Parlamento insistette affinché il museo fosse completamente gratuito e accessibile a tutti. La sua posizione non è casuale: venne scelta perché si trovava esattamente a metà strada tra le carrozze dei ricchi della West End e i quartieri operai della East End, affinché ogni cittadino, indipendentemente dal censo, potesse godere della bellezza.

Il trasloco in una miniera di ardesia.

Pochi sanno che durante la Seconda Guerra Mondiale la National Gallery rimase completamente vuota. Per proteggere i capolavori dai bombardamenti nazisti, l’intera collezione fu trasferita segretamente in una miniera di ardesia in Galles, a Manod Quarry.

Le opere viaggiarono su camion camuffati e venero calate nelle viscere della terra. Curiosamente, le condizioni di umidità e temperatura costante della miniera erano così perfette che, al loro ritorno a Londra, i restauratori notarono che i quadri erano in uno stato di conservazione migliore rispetto a quando erano partiti.

Vendetta e mannaie tra le sale.

Tra i corridoi si sono consumati anche atti di ribellione politica.

Nel 1914, la celebre Venere allo specchio di Velázquez fu vittima di un attacco brutale. La suffragetta Mary Richardson la colpì ripetutamente con una mannaia da macellaio. Non fu un gesto folle, ma una protesta per l’arresto della leader Emmeline Pankhurst. “Ho cercato di distruggere l’immagine della donna più bella della storia mitologica come protesta contro il governo che distrugge la signora Pankhurst”, dichiarò. Se osservate il quadro con una luce radente, potrete ancora scorgere i segni quasi invisibili del restauro chirurgico.

Personaggi famosi… sotto i vostri piedi.

Se visitate il museo, non dimenticate di abbassare lo sguardo.

Nel vestibolo principale, i magnifici mosaici sul pavimento realizzati da Boris Anrep nascondono un tocco di modernità. L’artista decise di dare ai volti delle divinità greche e delle muse le sembianze di personaggi illustri del XX secolo. Così, tra le tessere colorate, potrete calpestare (metaforicamente) il volto della scrittrice Virginia Woolf o di Winston Churchill, trasformati per l’eternità in icone classiche tra lo stupore dei visitatori ignari.

La luce: il segreto dei maestri.

Un altro dettaglio che spesso sfugge è l’architettura del soffitto.

La National Gallery è stata una delle prime a puntare tutto sulla luce naturale. I soffitti a vetrate sono studiati per permettere ai colori dei dipinti di vibrare esattamente come i pittori li avevano concepiti nei loro studi. Questo significa che un quadro di Van Gogh o un paesaggio di Constable cambieranno leggermente personalità a seconda che fuori splenda il sole o che piova sulla piazza, rendendo ogni visita un’esperienza visiva unica e irripetibile.

Autore: Michael Abisi