Wang Jiemin, questo il suo nome completo, è nata a Chongqing, cresciuta a Guangzhou, e ha portato il suo sguardo fino a Firenze, dove oggi lavora come paper engineer.
Suo padre è un gigante del settore: vincitore del premio Meggendorfer, il riconoscimento più alto che esista in questo universo fatto di carta e precisione millimetrica.
Ma Claudia non è arrivata alla carta attraverso di lui, almeno non direttamente.
Da bambina voleva dipingere. Poi vide una mostra di scultura e qualcosa si spostò dentro. La terza dimensione l’ha chiamata, e lei ha risposto venendo in Italia a studiare Scultura all’Accademia di Belle Arti di Firenze.
Si laurea durante la quarantena, in un momento sospeso che per molti è stato disorientamento puro. Per Claudia diventa invece il momento in cui capisce di essere a casa.
Firenze, “fuori dal tempo”, come le disse un suo professore, forse con un pizzico di malinconia, è la città che l’ha plasmata e che lei ha scelto di tenere, con consapevolezza e senza rimpianti.








