BERLINO | 13 NOVEMBRE 2026 – 2 MAGGIO 2027

Sophie Calle a Berlino. La mostra di chi ha fatto dello stalking un’opera d’arte.

di Michael Abisi

Sophie Calle è probabilmente l'artista più inclassificabile e disturbante (nel senso migliore) del panorama contemporaneo. E questa mostra a Berlino è un'occasione rara.

Una delle artiste francesi più influenti della sua generazione, Sophie Calle lavora dalla fine degli anni Settanta attraverso fotografia, testo, film, installazione e performance.
La sua pratica indaga ossessivamente assenza, intimità, perdita, vulnerabilità e l’atto del guardare. Molti dei suoi lavori fondono il personale con il documentario, usando frammenti autobiografici, testimonianze raccolte e protocolli meticolosamente costruiti per esplorare i confini tra verità e finzione.

Ma quello che rende Calle davvero unica è il metodo.
Ha pedinato sconosciuti per Parigi, seguito uno di loro fino a Venezia travestita con una parrucca bionda e una fotocamera con lente a specchio, trovato un’agenda per strada e, prima di restituirla, ne ha fotocopiato il contenuto e ha intervistato una per una tutte le persone elencate per ricostruire il ritratto emotivo di uno sconosciuto.

Si è fatta assumere come cameriera in un hotel veneziano per frugare nei bagagli degli ospiti, leggere i loro diari e fotografare i letti sfatti. Ha trascorso una notte in una stanza costruita in cima alla Torre Eiffel, tra lenzuola bianche, invitando sconosciuti a venirle a raccontare una storia della buonanotte. Per il suo primo grande progetto, The Sleepers (1979), ha invitato estranei a dormire nel suo letto per otto ore di fila, documentando il loro soggiorno con note e fotografie.

Tutto questo non è voyeurismo fine a sé stesso, è un’indagine chirurgica su cosa significhi conoscere qualcuno, su dove finisce la privacy e inizia la connessione, su quanto siamo leggibili dagli altri anche quando crediamo di essere invisibili.

La mostra di Berlino combinerà opere create nella città con lavori che rispecchiano la storia del museo come stazione ferroviaria, insieme a una nuova opera commissionata appositamente per il trentesimo anniversario della Nationalgalerie.
Per chi si trova a Berlino in autunno-inverno, o per chi cerca una ragione valida per andarci, questa è la mostra giusta. Perturbante, toccante, ironica, impossibile da dimenticare, esattamente come la sua autrice.

 

Dal 13 novembre 2026 al 2 maggio 2027

Dove: Hamburger Bahnhof – Nationalgalerie der Gegenwart, Berlino 13

Orari: Martedì, mercoledì, venerdì: 10.00 – 18.00 Giovedì: 10.00 – 20.00 Sabato e domenica: 11.00 – 18.00
Lunedì chiuso

Biglietti: circa €16 intero
(include collezione permanente e mostre temporanee). Under 18: gratuito. Prima domenica del mese ingresso gratuito nell’ambito del Museumssonntag
Prenotazione online obbligatoria (i biglietti si esauriscono settimane prima)

Come arrivare: a piedi dalla stazione centrale di Berlino (Hauptbahnhof) in circa 5-8 minuti, uscendo verso Europaplatz e svoltando su Invalidenstraße. In tram: linee M5, M8 o M10, fermata Lüneburger Straße.

Consiglio: è possibile acquistare i biglietti direttamente in loco, ma comprare online evita le code. Per chi visita più musei berlinesi, vale la pena considerare il Berlin Museum Pass (3 giorni), che include l’accesso alle collezioni permanenti di tutti i musei statali.

 

Sito ufficiale: www.smb.museum

 

 

Autore: Michael Abisi

Immagini © Sophie Calle | Courtesy Perrotin, 2023