Il lavoro di Veronika Pell spazia tra videoarte, serie di immagini digitali e cortometraggi, mantenendo sempre una forte matrice cinematografica e una particolare attenzione al suono come elemento narrativo. Le sue opere si muovono nel territorio della fiaba oscura, tra teatralità, assurdo, surrealismo e trasformazione continua. Figure femminili, creature mutanti e mondi sospesi tra nascita e collasso convivono in un immaginario potente, dove il bello e l’inquietante si intrecciano costantemente.
Veronika definisce il proprio metodo “growing imagery”, una pratica ricorsiva nella quale le opere si alimentano a vicenda fino a comportarsi come un organismo vivente in continua evoluzione.
Riconosciuta tra le Top 50 Women in AI Art 2025 e tra le Top 50 Women in AI Filmmaking 2026 da Leonardo.Ai, è stata inoltre protagonista di approfondimenti pubblicati da Forbes Australia. Il suo cortometraggio How to Poison Art ha ottenuto il secondo posto nella categoria Arts & Culture al Korean International AI Film Festival ed è stato selezionato da importanti manifestazioni internazionali dedicate al cinema e all’arte generativa.
In questa intervista ci accompagna nel cuore del suo universo creativo, raccontandoci il rapporto tra arte, bellezza, paura e trasformazione.











