Viviamo rimandando a un futuro indefinito tutta una serie di attività che, a guardarle bene, hanno la stessa utilità di un ombrello bucato, convincendoci però che siano assolutamente vitali per la nostra felicità. Il punto però non è il classico (e un po’ inflazionato) “carpe diem”, quanto piuttosto una riflessione più profonda:
ma quante cavolate decidiamo di voler fare ogni giorno?
Ci riempiamo l’agenda di obiettivi improbabili, corsi di origami subacqueo e buone intenzioni che in realtà non ci interessano davvero. Vogliamo fare tutto, subito, e finiamo per non fare niente, accumulando una strisciante frustrazione da “vorrei ma non posso”.
La vera svolta per la nostra serenità non è correre come criceti sulla ruota della produttività, ma imparare l’arte del filtro. Scegliere a cosa e, soprattutto, a chi dedicare il nostro tempo è il vero segreto della pace dei sensi. Se una cosa non è davvero importante, non serve rimandarla a domani: possiamo tranquillamente eliminarla dal cervello oggi stesso.
In tutto questo, poi, ci si mette di mezzo la tecnologia.
Pensateci. Siamo cascati nel grande inganno degli assistenti vocali e delle app salvatempo. Compriamo l’ultimo gadget tecnologico convinti che ci farà guadagnare minuti, magari ore preziose. «Fantastico!» pensiamo, «con questo robottino risparmierò venti minuti al giorno!». Benissimo.
E una volta guadagnati quei venti minuti, cosa ci facciamo?
Di solito li passiamo imbambolati a scrollare i social, guardando video di gattini o tutorial su come organizzare il tempo che abbiamo appena perso. I più organizzati aggiungeranno quei venti minuti all’ora di palestra. Diciamo che tutto questo è un cortocircuito esilarante. Ottimizziamo ogni secondo della nostra vita grazie alla tecnologia, per poi ritrovarci con un tesoretto di minuti liberi che spendiamo magari in modo inutile, spesso stupido, o per fare quelle cose che abbiamo programmato di cui sopra.
Sfoltire i finti impegni e smettere di rincorrere l’illusione del tempo regalato dalle macchine non ci renderà meno efficienti, ma sicuramente molto più leggeri e, finalmente, sereni.
E se proprio volete spendere bene quei venti minuti guadagnati grazie all’AI mentre lavorate da casa, chiamate un’amica o un amico che non sentite da tempo.
Sarà una bellissima perdita di tempo (cit.).



